Simulazione di primo soccorso con Morbo di Addison

Foto Ciba, il cane mantrailer coinvolto nell'esercitazione
Il cane Ciba dell'unità cinofila di Isontina K9 Rescue, specializzata nella ricerca di persone scomparse

Esercitazione interforze in Friuli-Venezia Giulia

Una nostra iscritta, volontaria nella Protezione Civile in FVG, ci ha informato di questa simulazione di soccorso nella quale era compresa anche uno scenario con una persona dispersa con il Morbo di Addison.

Sabato 27 giugno 2026, presso Lucinico (GO), si è svolta un’importante esercitazione interforze, organizzata dalla Croce Verde Goriziana, dedicata alla ricerca e al soccorso di persone disperse.

Hanno partecipato le squadre dell’Antincendio Boschivo (AIB), i Gruppi Comunali di Protezione Civile, le unità cinofile da ricerca con cani molecolari appartenenti al gruppo Isontina K9 Rescue e cani da superficie dell’associazione Asso Forestale FVG, la squadra droni dell’Associazione MPV Muggia e la Croce Rossa, supportata da truccatori professionisti che hanno reso gli scenari estremamente realistici.

L’obiettivo dell’attività era addestrare gli operatori al primo intervento nei confronti delle persone ritrovate, imparando a riconoscere rapidamente le diverse situazioni di emergenza e ad adottare le corrette procedure di assistenza in attesa dell’arrivo dei sanitari.

Durante la giornata sono stati simulati numerosi scenari: emorragie, fratture, traumi e persone disorientate. Tra questi è stato inserito anche un caso meno conosciuto ma di grande interesse operativo: una persona affetta dal Morbo di Addison che, non avendo assunto la terapia quotidiana a base di cortisone, manifestava uno stato di forte prostrazione, nausea e alterazione dello stato di coscienza.

La persona è stata individuata da un’unità cinofila con Ciba, un bloodhound specializzato nel rintracciare persone con la tecnica del mantrailing. Dopo aver messo in sicurezza il proprio cane, il conduttore si è avvicinato al figurante, ha valutato le sue condizioni, raccolto informazioni sul problema sanitario e verificato la presenza del kit di emergenza con idrocortisone, previsto per questo tipo di patologia. Ha quindi informato immediatamente la base operativa, dalla quale è partita un’unità di soccorso sanitario per dare le cure immediate necessarie al recupero delle condizioni di benessere della persona.

L’inserimento di questo scenario rappresenta un importante passo avanti nella formazione dei soccorritori. Le operazioni di ricerca non riguardano soltanto persone traumatizzate: sempre più spesso è possibile imbattersi in emergenze dovute a patologie croniche o condizioni mediche acute che richiedono di essere riconosciute tempestivamente.

Esercitazioni come questa permettono agli operatori di acquisire esperienza anche in situazioni meno frequenti ma potenzialmente molto gravi, che possono coinvolgere sia le persone disperse sia gli stessi volontari impegnati nelle attività di soccorso.

La collaborazione tra tutte le componenti presenti ha dimostrato ancora una volta quanto sia fondamentale lavorare insieme, condividere competenze e addestrarsi su scenari realistici. È proprio attraverso la formazione continua e l’integrazione tra le diverse specialità che si costruisce un sistema di soccorso sempre più efficace, preparato e capace di rispondere con professionalità alle emergenze reali.

Noi come AIPAd ringraziamo tutte le forze di soccorso coinvolte per il loro lavoro prezioso e per aver portata all’attenzione anche la nostra malattia poco conosciuta.